Storia

 

Il Museo Archeologico del Compito nacque intorno al 1930, per raccogliere i reperti che provenivano dall’area circostante, con l’intento di arginare la dispersione dei materiali antichi, che si perpetrava da secoli nella zona. L’opera fu iniziata dal sacerdote don Giorgio Franchini, cui oggi è intitolato il Museo, e trovò la sua prima sede nei locali della canonica alla Pieve di S. Giovanni in Compito.

Il Compito è ancora oggi caratterizzato da un abitato agricolo i cui campi, specialmente intorno alla Pieve e lungo la via Emilia, sono disseminati di reperti archeologici affioranti in superficie. Tale caratteristica doveva essere molto evidente nel 1926, quando don Giorgio Franchini fu mandato come parroco alla pieve. Interessato ai numerosi reperti che emergevano dal terreno e dalla Pieve stessa, costruita anche con il riutilizzo di materiali più antichi, don Franchini cominciò a sistemarvi all’interno alcuni grossi rocchi di colonne scanalate ed elementi architettonici vari, che giacevano sul sagrato e nel cortile della canonica.

La Pieve fu allora la prima sede del Museo, mentre la raccolta vera e propria fu organizzata qualche anno più tardi nei locali della canonica, per raccogliere ed esporre quei reperti mobili che per la loro stessa natura non potevano essere sistemati nella chiesa.

I ritrovamenti col passare degli anni si moltiplicavano e don Franchini aveva costituito una significativa raccolta, che contava al suo interno frammenti architettonici e scultorei, terrecotte figurate legate alla decorazione di edifici importanti di età repubblicana, centinaia di monete, bronzetti, vetri, ceramiche e perfino reperti fossili e osteologici.

Il Museo era stato dotato di vetrine e di materiali di cui don Franchini aveva stilato un inventario e una guida trilingue, subì un grave furto nel 1978. Molti reperti importanti, tra cui un calderone umbro, alcuni bronzetti e moltissime monete romane non furono più ritrovati, mentre altri reperti sono stati recuperati e si trovano ora esposti.

Chiuso per vent’anni, il Museo è stato riaperto al pubblico nel 1998 nell’attuale sede, a poca distanza dalla Pieve di San Giovanni in Compito, con la quale continua a costituire, per così dire, un’entità complementare.

Don Giorgio Franchini